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"l'effetto domino"

"l'effetto domino"
 
 
 
 
Era sempre stata testarda e aveva sempre voglia di capire le cose e le persone. Già da bimba era una di quelle figlie che chiedevano a mamma a papà il perchè di tutto. Diventando una giovane donna non era cambiata di molto, da questo punto di vista almeno. Crescendo era anche peggiorata. Aveva il "vizio" di voler capire il perchè dei comportamenti delle persone. Il non capire il perchè della sua sofferenza, la mandava in ansia. Quando poi la persona coinvolta non "collaborava" lei, ancora più caparbiamente, voleva trovare le risposte, anche cercandole per vie traverse. Era consapevole di sbagliare, sapeva che le cose vanno anche lasciate accadere e che il fatto di non avere le risposte che lei desiderava nel momento in cui lei le voleva era un rischio calcolato che poteva accadere.
Era proprio in mezzo ad una di queste situazioni.
Erano mesi che il comportamento di una persona, per lei speciale, era causa di ansia e di preoccupazione. Il suo senso di "ricerca della verità" la stava portando agitazione. Più cercava spiegazioni più l'altro si rifugiava nel silenzio.. più lei lo cercava più lui non si faceva trovare. Era conscia di essere asfissiante, capiva che lui non aveva l'obbligo di spiegarsi se non voleva. Lei però dal suo punto di vista pensava invece di avere pure lei un qualche diritto. Forse lui le avrebbe spiegato le cose (tra secoli magari), ma lei non riusciva più ad aspettare.
La distanza fisica delle loro vite impediva la spiegazione dal vivo (anche se la voglia di prendere il largo e di andarci a parlare faccia a faccia le veniva). Tutti i modi di comunicare di adesso (telefonate, sms, chat, MSN, Social network e blog) non davano sicurezza. Lui sapeva abilmente evitare le risposte, troncare le chiamate, spegnere il cellulare o essere log-out quando gli serviva, trincerandosi dietro il "non ho avuto tempo", "ero al lavoro", ecc.. Era arrivata alla saturazione. Ormai era decisa a dare un taglio a tutto, per questo gli mandò un messaggio di addio (tanto se lo avesse chiamato lui non avrebbe risposto). Lui sembra non volerla lasciar andare, dice di volerle bene, ma non fa nulla per trattenerla. Chiamate promesse ma mai fatte, messaggi giornalieri di risposta senza però contenere reali risposte.
Fù allora che prese la decisione di addottare anche lei il silenzio e non lo cercò. In cuor suo sperava che lui la venisse a cercare. Ma questo non avvenne. Passaggi veloci sul suo profilo ma niente d'altro.
Quella maledetta voglia di capire non svanisce, anzi cresce. Allora con il cuore in subbuglio e nella sua testolina tante domande senza risposte si affanna ancora a cercare. Fù allora che inizia una "caccia" diversa. Aveva sempre considerato telefonino, internet e le tecnologie una bella comodità e che fossero molto più efficaci della memoria era scontato. La memoria degli "umani" è labile, quella SIM dei cellulari è precisa e aiuta anche la più smemorata delle persone. Sms sul telefono non cancellati fanno risalire precisamente alle date e ai fatti. Messaggi sui blog rimangono visibili, sono rintracciabili, se si usa un po' di intelligenza ed intuizione. Il fatto, ormai accertato, era che non capiva nulla delle sue storie sentimentali. Non era per mancanza di cervello ma per eccesso di emotività e dal fatto che sotto la pressione di un carico di emozioni forti tendeva ad essere sopraffatta dall'apprensione.
Ed eccola la luce.
Ed ecco "l'effetto domino" che inizia.. quando buttando la prima tessera del domino cadono giù tutte le altre, una dopo l'altra. Questa prima tessera che cade si è materializzato con un diario.. Leggendolo riesce finalmente a capire molte cose. Domande trovano risposte. Fatti accaduti che sembravano enigmi si svelano, mettendo così in relazione le cose avvenute, i silenzi e le frasi scritte. Cambia l'immagine che l'accompagna, dal verde bosco si passa all'azzurro trasparente del mare.. Ma il "modus operandis" di lui non era cambiato.
Riferimenti dal conosciuto al finora sconosciuto chiariscono molte cose. L'inizio corrisponde al suo viaggio per staccare.. il ricordo della sua telefonata dall'aereoporto, ricorda la sua chiusura veloce e poi il completo silenzio per giorni. Non era solo.. era con lei. Era bastato leggere tra le onde per capire. L'inizio coincideva con la data.
I rimandi all'altro c'erano e ora li aveva capiti.. tutti, tutti e ancora tutti. Era come un codice cifrato. Ma ora lei aveva trovato la codifica del tutto e di tutto.
Prima non capiva molti comportamenti, non lo capiva più, glielo aveva anche scritto più di una volta. Non comprendeva i suoi scritti, non capiva più per chi erano.. Sapeva solo che non erano per lei (come del resto non era mai stato). Parole nelle note MSN senza senso finalmente lo avevano trovato. Anche gli scritti, prima celati poi mostrati nella sabbia dell'isola avevano trovato senso.
Rileggendolo aveva capito tutto. Aveva capito la realtà. Tutto quello che finora non aveva capito, le si era svelato davanti agli occhi.
C'era un amore nella vita di lui ed a lei non ne aveva mai parlato. Lui le aveva lasciato credere a ciò che la sua immaginazione costruiva e non le aveva mai svelato cose e particolari che le avrebbero fatto capire molte cose. Le faceva male sapere quante cose non le aveva detto, male da morire.
Ora, col senno di poi, capiva che il silenzio dietro il quale si era nascosto, era solo una scusa e che già da allora doveva capirlo di lasciar perdere e di aprire gli occhi..
Perchè nasconderle i fatti sapendo che questo la faceva star male? Lei avrebbe preferito la verità, o meglio avrebbe preferito che lui le dicesse la realtà dei fatti.
Insomma alla fine della sua ricerca cosa le restava?
Del rapporto costruito in anni di conoscenza da distanti, dell'unico incontro che era stato realizzato, delle parole scritte e di quelle dette al telefono, delle cose fatte cosa restava? Questo si chiedeva.
Cosa era stata per lui? Questo si chiedeva.
Gli è mai importato qualcosa di lei o era stata solo un passatempo? Questo si chiedeva.
Da lei voleva solo quello? Questo si chiedeva.
Lei che aveva sempre pensato che era meglio star male sapendo la verità, rispetto a star male per delle bugie. La verità può far tanto male è vero, ma scoprire la realtà sapendo di essere state "raggirate" fa ancora più male.
Non ha mai sopportato le bugie a fin di bene sulle questioni di cuore.
La cosa che le faceva più male era che lui non aveva creduto in lei, nella sua capacità di reggere la notizia e di reazione. Non aveva avuto fiducia in lei e la considerava una ragazzetta emotivamente instabile che non avrebbe retto la situazione. Il bello era che si sentiva lei in colpa. Pensava che se lei fosse stata all'altezza, lui le avrebbe parlato.
Soltanto lei sapeva che sarebbe riuscita a superarlo. Aveva superato di peggio ed aveva sempre trovato il modo di rinascere, era sempre tornata a vivere.. nonostante tutto. Questo l'aveva resa forte. Lei sapeva di essere abbastanza forte, ma lui invece non la pensava così.. evidentemente.
Ed ora cosa le restava?
Solo quel che era stato di bello tra loro.
Scriveva nella notte al suo PC. Rifletteva sul fatto che donne mosse da un obiettivo fossero determinate al punto di ottenere tutto, ma non credeva di esserlo lei stessa. Eppure lo era stata.
Pensava a lui con un misto di dolore, rabbia, delusione e risentimento. Pensava a lui che aveva trovato l'amore e che l'ultima persona sulla faccia della terra alla quale lo avrebbe voluto raccontare era stata proprio lei.
Pensava sopratutto al fatto che lui aveva preferito lasciarla tra i mille dubbi che le laceravano l'anima invece di dirle la nuda e semplice verità.
Troppi "se", troppi "forse", troppi "ma".. a parte il fatto che tutta questa storia l'avrebbe resa ancora più forte, nonostante i se, i forse e i ma.